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  parrocchiadigabelletta [ "La misura dell'amore è amare senza misura". .Sant'Agostino ]
         


19 luglio 2012

OMELIA DEL 22 LUGLIO 2012

XVI DOMENICA (ANNO B)

 

·       Libro del profeta Geremia (23,1-6)

·       Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2,13-18)

·       Vangelo secondo Marco (6,30-34)

 

 *Gesù morendo sulla croce ha rinunciato ad ogni pretesa di dominare le coscienze, ha poi cercato di unire fra di loro tutti gli uomini del mondo, come sono unite fra di loro le membra di un corpo umano. (Lettera agli Efesini)

 *Quindi Gesù non solo annuncia la pace, ma la costruisce.

 *Al contrario noi cristiani abbiamo sempre “ANNUNCIATO” la pace, ma alla prova dei fatti abbiamo legittimato il ricorso alla violenza e alle armi e approfondito le divisioni fra i popoli. Il nostro vero scopo è quello di dominare.

 *Gesù al contrario, visse come un servo, insegnando che l’unico modo di dominare è quello di servire!

 *Dopo Gesù, la vera immagine di Dio non è quella di un re incoronato, ma quella del servo mendicante, coperto di ferite, che tende la mano e che ha in testa una corona di spine!

 *Dice il Vangelo di oggi che egli parlava “con autorità”, ma tale autorità scaturiva dalla forza delle sue affermazioni e soprattutto dalla sua testimonianza e non dal fascino della sua persona o dalla paura che il suo potere poteva incutere.

 *Infatti egli rifiuta gli entusiasmi isterici della folla, perché provocano forme di dipendenza cieca e fanatica; per questo spesso fugge lontano quando si manifestano questi atteggiamenti.

 *I “falsi profeti pastori” al contrario, ricercano l’entusiasmo della folla, vogliono essere idolatrati dal popolo, per ottenere cieca obbedienza. Non sono guide e pastori delle coscienze! Ma dei mercenari.

 *Per essere tali come Gesù, occorre umiltà, bisogna essere capaci di “ascoltare” e di “amare” fino al punto di dare la vita per il proprio gregge!!

 *Questo metodo vale per tutti: sacerdoti, educatori, genitori, animatori.

 *Il brano del Vangelo di Marco è un intermezzo che però ci fornisce altri particolari della persona di Gesù. Egli sta accanto ai suoi amici, si preoccupa della loro stanchezza, cerca un luogo tranquillo per farli riposare: “Vide molta folla, si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore”.

 *Quindi Gesù è veramente solo un fratello, un amico sincero che condivide con noi i nostri problemi, è un amico che ci vuole bene, pronto a morire per la nostra salvezza.




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12 luglio 2012

OMELIA DEL 15 LUGLIO 2012

XV DOMENICA (ANNO B)

 

·       Libro del profeta Amos (7,12-15)

·       Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (1,3-14)

·       Vangelo secondo Marco (6,7-13)

 

*Le letture di oggi ci ricordano con forza e con chiarezza, che noi, ricevendo lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Cresima, diventiamo profeti della nostra fede.

*Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: che significa essere “profeti”?

*Dio oggi ci risponde presentandoci uno dei tanti profeti che sono esistiti: Amos!

*In un momento drammatico, il Signore chiama Amos, che fino ad allora era stato un pastore di pecore e gli ordina di annunciare questa minaccia al suo popolo: “I santuari di Israele saranno distrutti e porrò fine alla dinastia del re Geroboamo!”. Per questo annuncio Amos è cacciato via e mandato in esilio nella terra di Giuda.

*Amos è uno dei tanti profeti che Dio lungo i secoli ha mandato per aiutare il suo popolo ad essere fedele alle sue promesse.

*Ma chi è in concreto un profeta? Quali sono le sue caratteristiche?

*È un personaggio che prende sul serio la Parola di Dio. È povero. Quindi non ha nessun legame con la ricchezza. La sua forza è la Parola di Dio che lui, giorno dopo giorno, trasforma in gesti concreti e visibili.

*Rifiuta con decisione e senza mezzi termini ogni potere di carattere politico, economico, religioso. Per questo è un personaggio scomodo, tal volta anche per la Chiesa che lo ritiene un uomo strano e pericoloso…!

*E nel corso della storia ci sono stati tantissimi profeti , non solo quelli ricordati nella Bibbia, come Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea ecc…, ma anche quelli dei tempi recenti: san Francesco, tutti i santi del calendario, D. Milani, Madre Teresa, Massimiliano Kolbe, Oscar Romero… Essi ci ricordano, con il loro esempio, che tutti possiamo e dobbiamo diventare profeti!

*Per questo, con l’aiuto di Dio, dobbiamo impegnarci perché nell’ambiente in cui viviamo, regni la giustizia, la pace, l’amore!

*Nel Vangelo di Marco, Gesù affida ai dodici l’incarico di andare ad annunciare la Buona Novella, ordinando loro di prendere con sé solo il bastone. Né pane, né sacca, né denaro.

*Particolari fondamentali, per farci capire che la forza del profeta è il fuoco, la luce della Parola di Dio! Il resto sono cose inutili e spesso  ostacoli che ci impediscono di essere coerenti con le nostre Promesse Battesimali!




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5 luglio 2012

OMELIA DEL 08 LUGLIO 2012

XIV DOMENICA (ANNO B)

 

·       Libro del profeta Ezechiele (2,2-5)

·       Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12,7-10)

·       Vangelo secondo Marco (6,1-6)

 

 *Nel Vangelo di oggi è evidente che Gesù fu rifiutato dai suoi compaesani e perfino dal clan dei suoi parenti. Possiamo in parte giustificare questo loro comportamento, perché la “pretesa” di Gesù di presentarsi come “Messia”, secondo la mentalità di quella gente, “faceva a pugni” con l’umiltà delle sue origini!...

 *All’inizio pare che le reazioni siano a suo favore. Annota Marco: “Molti, ascoltandolo, rimanevano stupiti e dicevano: “Chi gli ha dato questa Sapienza?”.

 *Ma poi lo stupore si tramuta in dubbio, in critica, in scandalo!  “Ma costui non è il figlio del carpentiere? Chi si crede di essere? Conosciamo bene la sua famiglia, i suoi parenti!!”.

 *E già prima, al cap. 3°, Marco afferma: “Quando i suoi parenti vennero a sapere quello che diceva, decisero di andarlo a prendere perché credevano che fosse diventato pazzo!!”

 *I farisei poi “rincarano la dose” e dichiarano solennemente: “È posseduto dal demonio! È il capo dei demoni che gli dà il potere di fare questi prodigi”. (Mc 3,22)

 *Anche i 12 Apostoli, in tutto il tempo che sono con lui, oscillano continuamente tra l’ammirazione, l’entusiasmo ed il dubbio. Gesù, per come si comporta e per quello che dice, li affascina, ma alla fine prevale in loro l’idea che sia o un esaltato o un pazzo e quindi un illuso! Anche per loro il grande mistero dell’ Incarnazione (un Dio che diventa uomo) è un ostacolo insormontabile!

 *Lo stupore è un aiuto, una spinta per credere! Ma, da solo, non è sufficiente! Anche i miracoli che Gesù compie sono una grande Rivelazione della sua Divinità! Ma il vero ostacolo che impedisce di credere agli abitanti di Nazareth, agli apostoli ed a tutti coloro che incontrano Gesù, è quello di accettare lo stile di vita che lui ci mette davanti senza mezzi termini e senza alternative. Lui, come tutti i profeti, non accetta compromessi col potere politico e religioso e non propone facili scorciatoie per arrivare a Dio!  “Chi vuol stare con me, prenda la sua croce e mi segua!” Questa chiara affermazione di Gesù, significa: stare in pace con tutti, perdonare settanta volte sette, essere distaccati dalle ricchezze, amare i poveri fino a morire per loro….

E tutto ciò fa paura!!...                                     

 *Il vero Cristiano però non può che essere un Rivoluzionario, perché è disposto, sempre con l’aiuto di Cristo, a scardinare falsi ideali, sistemi politici che si fondono sull’ipocrisia e che emarginano sempre i più deboli!

 *I Cristiani, quelli delle Beatitudini, non saranno mai nei libri di Storia, accanto a imperatori, papi e capi di stato. Ma sono proprio essi, questi Cristiani, la speranza del futuro dell’umanità. Come lo è Gesù!

 *Ecco perché la Parola di Gesù non morirà mai! Essa sarà sempre accolta tra i perseguitati, nelle squallide bidonvilles delle metropoli, tra la povera gente!

 *Per tutti costoro, Gesù non sarà mai un pazzo, o un illuso, ma un vero amico, il loro maestro, la loro unica speranza!                      

              




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28 giugno 2012

OMELIA DEL 01 LUGLIO 2012

 

XIII DOMENICA (ANNO B) 
 
 
·        Libro della Sapienza (1,13-15; 2,23-24)
·        Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (8,7.9.13-15)
·        Vangelo secondo Marco (5,21-43)
 
 
 * Le letture di oggi, mentre ci invitano a non avere sicurezze, di qualsiasi genere, sul mistero della morte, ci aprono, nello stesso tempo, a speranze nuove!
 * Se noi mettiamo insieme le stupende affermazioni del libro della Sapienza e la commovente narrazione del Vangelo di Marco, ci accorgiamo che da esse emerge con forza questa verità: tutto ciò che Dio ha creato non può assolutamente morire! Egli è l’amante della vita!
“La donna toccò il suo mantello e subito si sentì guarita! Fanciulla, te lo dico io: alzati! E subito la fanciulla si alzò e cominciò a camminare!”
 * La morte è una sventura terribile, che Dio non ha mai voluto! La morte c’è, ma non doveva esserci! Dio ha creato l’uomo e tutto il Creato per l’incorruttibilità, perché lo ha fatto a sua immagine, secondo la sua natura divina!
 * “La morte è entrata nel mondo, conclude Isaia, per l’invidia del diavolo”.
 * Noi cristiani purtroppo abbiamo sempre presentato la morte come un male contro il quale non possiamo fare niente! Ne parliamo perché la gente ne abbia paura, e, per questa paura, non faccia peccati!
 * Al contrario, se noi siamo come Gesù gli amanti della vita, dobbiamo lottare contro la morte “in tutte le sue manifestazioni!”.
 * Gesù non è venuto sulla terra per “prepararci a morire!”. Ha orrore della morte e la combatte con tutte le forze e, di fronte alla “sua morte”, suda sangue, geme, si ribella!    
Per cui la morte è davvero, “LA NEGAZIONE DELLA CREAZIONE!”.
 * Per questo, quando Gesù passa accanto alla morte, la distrugge!! “Lazzaro, vieni fuori!!”. E la morte si trasforma per un infinito atto di amore in vita, risurrezione, gioia indescrivibile!
 * E la Risurrezione di Gesù è il culmine del trionfo della vita sulla morte!!
 * Ma c’è un “MA” grosso come una montagna!
In tutta questa meravigliosa storia, noi non siamo degli spettatori passivi che si godono la visione di un bel film!!! Anche noi come Gesù per un suo grande gesto di amore, risorgeremo insieme a tutto il Creato.
“MA O ALLA VITA ETERNA O ALLA MORTE ETERNA”.
“VENITE BENEDETTI NELLA CASA DEL PADRE MIO, perché AVEVO FAME E MI AVETE DATO D’AMANGIARE!... VIA LONTANO DA ME NEL FUOCO ETERNO, perché AVEVO FAME E NON MI AVETE DATO D’AMANGIARE!...”
 * Ogni volta, che in noi l’amore sconfigge i meccanismi di morte (la violenza, l’egoismo, l’idolo del denaro), la risurrezione trionfa! Dimenticarlo sarebbe un tragico errore!




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21 giugno 2012

OMELIA DEL 24 GIUGNO 2012

 

 
NATIVITà DI SAN GIOVANNI BATTISTA 
 
 
·        Libro del profeta Isaia (49,1-6)
·        Atti degli Apostoli (13,22-26)
·        Vangelo secondo Luca (1,57-66.80)
 
 * Giovanni Battista è stato mandato direttamente da Dio per aprire la strada al Messia Gesù.
 * Egli è il primo martire della nostra fede, testimoniando, prima con la parola, poi con la sua vita, che il Messia annunciato per secoli da tanti profeti, finalmente è fra noi, sulla terra!
 * Le sue parole sono di una forza incredibile, perché pronunciate da un uomo pronto a morire per il suo Maestro e anche perché egli, Giovanni, con il suo comportamento, fondato sulla penitenza, sulla preghiera, diventa un esempio formidabile per tutti coloro che lo ascoltano.
 * Infatti, dice il Vangelo che una moltitudine di uomini e donne vanno verso di lui, si pentono dei loro peccati e chiedono di essere purificati con le acque del fiume Giordano.
 * Lo stesso Giovanni, penso che si meravigli di quello che sta succedendo intorno a lui e la liturgia di oggi mette sulla sua bocca le parole del profeta Isaia: “Il Signore ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha reso freccia appuntita e mi ha detto: “Mio servo tu sei, sul quale manifesterò la mia gloria”! Ed ancora: “Io ti renderò luce delle nazioni, perché tu possa portare la mia salvezza fino alle estremità della terra”.
 * A questo punto è necessario che anche noi, cristiani di oggi, troviamo il coraggio di confrontarci con questo santo profeta.
 * Egli ci insegna alcune verità fondamentali:
   -   Credere in Gesù Cristo significa essere disposti anche a morire. Perchè la fede è una perla preziosa di inestimabile valore di cui non possiamo fare a meno se vogliamo saziare la nostra sete inestinguibile di felicità.
Ma per acquistare questa perla, come dice la parabola del Vangelo, dobbiamo vendere tutto: i falsi beni, i falsi amori e regalare a chi ha bisogno tutto quello che Dio ci ha donato.
   -   La fede a questi livelli, si alimenta attraverso la meditazione tenace, umile, costante, della Parola di Dio.                                                                                 Ma tale parola deve, subito dopo, diventare amore che si dona, senza limiti, goccia a goccia, fino alla nostra morte!
 * Giovanni Battista, profeta, martire, fratello nostro, ha fatto così.
 
  




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16 giugno 2012

OMELIA DEL 17 GIUGNO 2012

XI DOMENICA (ANNO B)

 

·       Libro del profeta Ezechiele (17,22-24)

·       Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (5,6-10)

·       Vangelo secondo Marco (4,26-34)

 

 *Oggi ci rendiamo conto che la fede cristiana deve vivere all’interno di una società sempre più secolarizzata.

 *Una società, cioè, dove le grandi scelte, a tutti i livelli: politico, economico, educativo, vengano prese prescindendo dal Vangelo o contro di esso.

 *Una società, cioè, che fonda le sue sicurezze su forti eserciti, sull’economia selvaggia, sul razzismo!

 *E la Chiesa Cristiana è esposta continuamente alla gravissima tentazione di “adeguarsi” a questa situazione.Il Sacro Romano Impero ne è stato un esempio drammatico.

 *Ma le letture di oggi ci aprono gli occhi e ci fanno capire, con degli esempi bellissimi del Maestro Gesù e dei Profeti, quale è la vera strada da percorrere.

 *La Parola di Dio penetra nella terra, germoglia e cresce fino a diventare come un “Cedro del Libano”: un albero alto, potente, grandioso da fare invidia a tutti gli altri alberi della foresta! E questo avviene “solo” per la potenza di Dio!

 *La Comunità Cristiana è di appoggio nell’aiutare il Signore in quest’opera di santificazione della società.

 *Perché questo avvenga, deve però cambiare notevolmente lo stile del cristiano quando interviene in ogni situazione.

 *Egli deve agire fondando il suo intervento sull’umiltà e sull’amore. Perché il vero protagonista è Gesù.

 *Tutto quello che è l’organizzazione, le strutture, il denaro, devono essere ridotte al minimo.

 *Dice Gesù: “Il Regno di Dio, è come un uomo che getta il seme sulla terra: dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Il terreno produce, per le proprietà che Dio gli ha donato, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco nella spiga”!

 *Alla fine l’uomo non fa che “raccogliere” i frutti alla mietitura! Ma il sole, l’acqua, la terra, la stessa spiga che nascerà, sono soltanto regali di Dio! E così è per tutti i beni che esistono nel creato.

 *Noi però ci crediamo illegittimi costruttori e padroni dell’universo. Perciò ci sostituiamo a Dio.                                                                   

 *La Comunità Cristiana, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, anche di altre religioni, deve dimostrare “con i fatti” che quello che Gesù afferma non solo è possibile, ma è “l’unica strada percorribile”, perché il mondo eviti future catastrofi e sofferenze.

 *Migliaia di martiri, Francesco d’Assisi, Madre Teresa, Gandhi: sono essi “i Cedri del Libano” di cui parla oggi Ezechiele!

 *Essi hanno iniziato una Rivoluzione di proporzioni gigantesche che ha scosso tutto il mondo, dimostrando così che il Vangelo di Gesù è pienamente realizzabile!    




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7 giugno 2012

OMELIA DEL 10 GIUGNO 2012

 

 
CORPUS DOMINI (ANNO B) – 10 GIUGNO 2012
 
 
·        Libro dell’Esodo (24,3-8)
·        Lettera agli Ebrei (9,11-15)
·        Vangelo secondo Marco (14,12-16.22-26)
 
* Nell’intimità di quella Cena, Gesù pronuncia delle parole misteriose che fanno riflettere: “Io non berrò più di questo vino fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel Regno dei Cieli”.
* È una Profezia dei tempi che intercorrono tra quella Cena ed il TRIONFO del Regno di Dio. Fino a quel giorno Gesù non berrà più il vino della letizia, quasi a sottolineare la nostra incapacità a creare “adesso” una Società dove sia possibile condividere il Calice e il Pane della fraternità. Fino a quel giorno il Calice rappresenta la sofferenza e la morte, cioè il sangue che Gesù continua a versare per i nostri peccati ed il Pane, cioè il suo corpo fatto a pezzi dalle nostre divisioni.
* La lettera agli Ebrei ci presenta Gesù che, come sacerdote, entra nel Tempio per offrire non il sangue di animali, ma il suo stesso sangue per la nostra Redenzione e per renderci capaci di offrire noi stessi come lui.
* Per questo Gesù invia come “MISSIONARI” i dodici apostoli, che con lui avevano mangiato il suo corpo e bevuto il suo sangue nell’ULTIMA CENA. Li invia perché questo pellegrinaggio di tutti gli uomini del mondo abbia come meta il “BANCHETTO UNIVERSALE"! (Il Regno appunto).
Questa cena perciò, è una cena particolare, importante, che si proietta verso il futuro dell’umanità, una cena che ha un respiro “cosmico”
* È una cena in cui Dio stabilisce con noi un’Alleanza di Amore, attraverso il dono del suo Sangue e del suo Corpo. Un’Alleanza intima e profonda.
* Ed allora, ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù non è una Devozione che si fa per TRADIZIONE e se ne abbiamo VOGLIA!
Ma è questa presenza divina che viene in noi con un Amore appassionato, travolgente, che ci trasforma in lui e ci da la forza per donarci ai nostri fratelli e condividere con loro il pane, i beni, le gioie, le sofferenze, i progetti, le speranze!...
* Di questa forza divina ne abbiamo un bisogno immenso, perché la storia di questa società è spesso una storia di divisioni, di violenze, di cattiverie!...
Da soli faremmo ben poco, anche perché il male è nel profondo di noi stessi!
Del resto anche l’ULTIMA CENA fu vissuta entro le trame di un TRADIMENTO già in atto: il tradimento di Giuda!...
* Ed allora, ogni Domenica, anzitutto chiediamo a Dio che faccia nascere in noi un desiderio grande ed una gioia pura di partecipare all’EUCARESTIA.
Poi, mentre ci avviciniamo per ricevere il Corpo e il Sangue di Gesù, pensiamo alle parole di un grande Padre della Chiesa, Origene: “Fino a quando nel nostro cuore ci saranno degli esclusi, anche Gesù si sentirà un escluso, perché egli è anche nel fratello che escludiamo”.  
Sia nei poveri che nel Tabernacolo si venera lo stesso corpo di Cristo. Sono due presenze di Cristo inseparabili.
La festa del Corpus Domini si fonda su questo Realismo Evangelico!

 




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1 giugno 2012

OMELIA DEL 03 GIUGNO 2012

 

SANTISSIMA TRINITà (ANNO B) 
 
  • Libro del Deuteronomio (4,32-34.39-40)
  • Lettera di san Paolo apostolo ai Romani (8,14-17)
  • Vangelo secondo Matteo (28,16-20)
 
La fede, secondo il libro del Deuteronomio, si fonda non sui ragionamenti o sulla scienza, ma su dei fatti realmente accaduti.
Un milione di argomenti filosofici o scientifici non possono dimostrare se uno è innamorato! Solo l’esperienza te ne dà la certezza!
Per questo Mosè invita gli uomini di tutti i tempi (anche noi) a renderci conto che Dio è assai diverso da come gli Ebrei e noi stessi ce l’eravamo immaginato!
È un Dio che “PARLA” con gli uomini, che AVVALORA le sue proposte con SEGNI, con PRODIGI di ogni genere! È un Dio che sta in mezzo al suo popolo e ne Vive la storia.
Queste sono prove di grande amore!
Tutto il brano del Deuteronomio ce lo ricorda con forza e con chiarezza!
Ma noi Cristiani abbiamo la prova più grande: Gesù!...
Quindi la nostra storia individuale, come quella del mondo, nonostante gli apparenti trionfi del male, è LEGATA da un PATTO di amore tra noi e Dio!
Un Dio che si presenta a noi non in modo generico, ma con il volto di un Padre che si prende cura dei suoi figli, col volto di un fratello (Gesù) che sta accanto a noi, uomo fra gli uomini, fino a morire per noi, un Dio che è forza e luce (lo SPIRITO SANTO), per darci non solo la speranza, ma la certezza che uniti a lui possiamo scalare la vetta della Santità.
Per il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, noi possiamo aspirare ad essere veramente Figli di Dio, fratelli di Gesù, eredi del Paradiso!!... (S. Paolo II lettura: LEGGERE!!)
Ed allora, anche se tante volte, ci sembra di essere soli e abbandonati in balia di forze oscure, come foglie secche in balia del vento, dobbiamo aggrapparci con tutte le nostre forze a questa paternità divina!
* Piuttosto la cosa da capire è che non abbiamo fede se noi, credenti nel crocifisso, diventiamo “crocifissori” degli altri, oppure se noi credenti nelle Beatitudini, diventiamo ricchi e prepotenti!
Perché la fede non è un sentimento o un desiderio, MA è un modo di esistere!   
E nessuno mi venga a dire che tutto ciò è impossibile o difficile! Pensate forse che è facile vivere nell’odio, nell’egoismo, nella vendetta?!...
* Gli apostoli, dopo l’invito di Gesù (LEGGERE il VANGELO), con la forza dello Spirito Santo, andarono in tutto il mondo a raccontare le meraviglie di Dio, senza soldi né bisaccia, forti solo della parola che essi giorno per giorno incarnavano nella loro vita.
Nei MOMENTI DIFFICILI erano consolati dalla promessa di Gesù: “Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”!.
Le stesse parole di Gesù sono rivolte a queste nostre stanche e rassegnate Comunità del 2000.

 




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24 maggio 2012

OMELIA DEL 27 MAGGIO 2012

 

PENTECOSTE (ANNO B)  
 
· Atti degli Apostoli (2,1-11)
· Lettera di san Paolo apostolo ai Galati (5,16-25)
· Vangelo secondo Giovanni (15,26-27; 16,12-15)
 
Per poter comprendere l’importanza e l’essenzialità della festa di PENTECOSTE, dovremmo prima leggere il brano dell’ 11° capitolo della Genesi.
In esso si legge che gli uomini, gonfi di orgoglio, pensarono di costruire una torre così alta da raggiungere il cielo. Ma il tentativo fallì miseramente perché ben presto, non riuscendo più a capirsi fra di loro, lasciarono a metà la costruzione e si dispersero su tutta la terra.
* Al contrario, nel brano degli Atti, la situazione si capovolge. Gli uomini che provengono da culture, religioni, lingue, nazioni diverse, si sentono in sintonia con quello che proclamano i Dodici Apostoli dopo aver ricevuto lo Spirito Santo. “Costoro sono Galilei, noi siamo Elamiti, Parti, Medi, abitanti della Mesopotamia, della Panfilia e della Cappadocia … eppure riusciamo a capirli e a trovarci tutti d’accordo con loro…”.
Ecco dunque due concezioni opposte: la prima, frutto del peccato che nasce dall’orgoglio “Pensate: costruire una torre per arrivare al cielo e sostituirsi a Dio!”. Questo desiderio diabolico infatti produce, come effetto, la divisione, la discordia fra gli uomini. Ecco nascere i dittatori, gli imprenditori che, per soddisfare la loro sete di potere, diventano tiranni crudeli… Le guerre, la fame, le malattie sono tutte conseguenze di questa situazione.                                                                                                                     * È vero, nei libri di storia si parla della famosa “PAX ROMANA” voluta dall’imperatore Augusto, ma tenuta in piedi dalla forza delle armi e con la legge marziale.
* Anche oggi non c’è uomo politico, non c’è ideologia o religione che riescono a riunire le multiformi e contraddittorie manifestazioni di questa nostra società… LA “COMUNITÀ “ EUROPEA ne è un triste esempio!
Di questa confusa e difficile situazione noi cristiani abbiamo una responsabilità grande.
Siamo ancora troppo compressi da scelte di carattere economico e politico ambigue!...      * L’altra storia, quella che inizia con la discesa su ciascuno di noi della luce e della forza dello Spirito Santo, è la storia di Dio e del suo popolo, in cui non solo si impara a rispettare la diversità di cultura, di lingua, di razza, ma a far nascere in noi un desiderio ardente di scambiarci con tutti gli uomini della terra i doni che Dio ha dato a ciascuno. Ecco nascere la vera PACE.                                                                                                              Oggi purtroppo siamo in una situazione lontanissima da quella descritta negli Atti degli Apostoli. Sembra un sogno!
Ecco perché mai come in questi momenti sentiamo il bisogno di chiedere a Dio che si ripeta il Miracolo di una nuova Pentecoste sulla Chiesa italiana e su tutti noi!
Preghiamo perché lo Spirito Santo venga come un vento forte per abbattere tutte le barriere che abbiamo creato. Noi però dobbiamo impegnarci con Lui, anche se sarà inevitabile passare attraverso la sofferenza della Croce.
- Tu, che ormai sfiduciato, pensi di non riuscire più a liberarti dal tuo oscuro peccato, che commetti da tanti anni, alza il capo e riprendi il cammino: lo Spirito è forza, è energia potente.
- Tu che spesso rimani incatenato da dubbi e senti la fede vacillare… alza il capo e riprendi il cammino: lo Spirito Santo è luce.
- Tu che non riesci a vivere la tua Fede dentro una Comunità divisa dall’invidia, dalla maldicenza, alza il capo e non ti arrendere: lo Spirito Santo è amore che unisce.         Egli ci aiuterà ad essere aperti al mondo per testimoniare il suo grande amore.
       E per questo preghiamo.

 

 

 




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15 maggio 2012

OMELIA DEL 20 MAGGIO 2012

 

ASCENSIONE (ANNO B)

· Atti degli Apostoli (1,1-11)

· Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (4,1-13)

· Vangelo secondo Marco (16,15-20)

L’evangelista Luca narra due volte l’Ascensione di Gesù, nel Vangelo e negli Atti degli Apostoli. Ne fa in un certo modo un evento di collegamento “CERNIERA”.
L’Ascensione chiude la vita terrena di Gesù ed apre la VICENDA Storica della Chiesa. Nel momento dell’Incarnazione era il “VERBO ETERNO” che scendeva sulla terra assumendo la nostra carne.
Con lui finalmente potevamo entrare in contatto con Dio in maniera familiare, semplice, alla portata di tutti.
Bastava possedere l’umiltà e il desiderio dell’Attesa! Ecco perché lo riconobbero subito i pastori, i Magi, il vecchio Simeone, la profetessa Anna.
Quando Gesù muore in Croce, sembra che tutto sia fallito. Sembra che muoia ogni speranza di Salvezza!
Ma l’amore onnipotente di Dio strappa alla morte il suo “trofeo” e Gesù risorge.
Poi, salendo al cielo, Gesù porta con sé la nostra carne.
Ciò significa che la storia degli uomini e quella dell’intera creazione superano le barriere dello spazio e del tempo, entrando con Cristo nell’eternità!
Ovviamente “l’Ascensione al cielo” non va intesa alla stregua di un viaggio spaziale! È un linguaggio simbolico!
Ascendere al cielo vuol dire superare i limiti della natura umana, sottraendo il corpo alla corruzione della morte e alla legge della gravità!
In tal senso “l’Ascensione al cielo” è l’evento conclusivo della storia della Salvezza di Gesù , che si completerà con la storia personale di ciascuno di noi!
La debole carne che siamo noi viene sottratta al nulla e alla corruzione per essere immersa nella vita senza limiti di Dio.
L’Ascensione di Gesù perciò non assume il senso di un distacco, di una partenza di una persona cara, ma diventa il momento culminante della nostra storia, quella che viene chiamata la VISIONE BEATIFICA!
Prima però, finché siamo con i piedi su questa terra, dobbiamo capire che compito di noi credenti è quello di rendere praticabile, importante, entusiasmante la Buona Novella proposta da Gesù, perché tutti impariamo a conoscerlo e ad amarlo.
Ecco perché la rassegnazione e l’apatia sono gravi tentazioni che impediscono allo Spirito Santo di compiere tutti i prodigi di cui è capace.
Luca nel narrare l’Ascensione, nota che gli Apostoli, “dopo aver visto Gesù salire al cielo”, tornarono a Gerusalemme pieni di gioia!!
Pensando all’Ascensione di Gesù ciascuno di noi pregusta la gioia della propria Ascensione futura.




permalink | inviato da antonio pauselli il 15/5/2012 alle 15:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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